Thymos

Titolo

Thymos

Organico

Per clarinetto contrabbasso in Si bemolle

Anno

2013

Commissione: Lori Freedman

Prima esecuzione

Toronto (Canada). 15 ottobre 2015. The Music Gallery

Interprete: Lori Freedman

Audio

Clarinetto contrabbasso: Lori Freedman

(dal CD Excess, qb- CQB 1923, Canada)

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Note di programma

Thymos: per i Greci aveva a che fare con la forza quasi cosmica che abita l’uomo. Irriducibile ad un unico significato, questa parola in Omero pare situarsi al centro di un’area semantica riguardante in generale l’intensità del sentire e rimanda allo spirito e al calore del soffio vitale, al cuore, al cuore ardente, alla piccola fiamma divina nell’umano.

Incontrata nel corso delle mie letture, la parola “Thymos” non credo possa spiegare, o riportare a concetto, tradurre, il senso di questa musica. L’area semantica, vasta, e apparentemente disomogenea che pare ricoprire in Omero mi ha però portato a vedere la possibilità che essa potesse entrare a fare parte di questo lavoro, e addirittura offrendosi come titolo. Ne ho cioè percepito la possibilità che lo potesse in qualche modo completare, aggiungendovi un di più di senso, o di apertura al senso.

Difficile, impossibile, che dei concetti possano davvero tradurre o anche solo tentare di dire altrimenti ciò a cui anche questa musica aspira. L’alterità da cui proviene, la lontananza da cui e a cui fa segno la sottraggono dal doversi rapportare con la rappresentazione di alcunché, o di ridursi a significato.

Ma se “Thymos” ha a che fare con l’emozione e dunque con il corpo, e con il furore e l’ardore che lo abitano quando ad animarlo è qualcosa come un soffio vitale, allora dal contatto con questa parola – con il suo “tono” o con il gesto a cui essa rimanda –  mi sembra che questa musica possa trovare un ulteriore e forse decisivo modo per arrivare a prendere compiutamente forma.

Qualcosa di immaginato arriverà così, ancora una volta e magari con forza ancora maggiore, a manifestarsi e a darsi all’ascolto? Perché è questo il desiderio che anima questa musica e che ha potuto alimentare l’energia (forse il coraggio?) necessari per abitare lo spazio immaginario da cui, appunto, proviene.